Newsletter - Le nostre attività

Come ogni anno Sole propone la sua newsletter natalizia, in cui vengono presentate le attività svolte e il punto della situazione sui progetti. Quest'anno vogliamo ripercorrere insieme a voi anche alcuni progetti conclusi, perché ci sembra utile e importante far vedere come un altro mondo sia possibile. Ora.

NEWSLETTER 2013-2014 

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 NEWSLETTER 2012-2013

VERSIONE STAMPABILE

prima pagina

INDICE
Introduzione
Costruire il futuro
Pensieri, parole, ricordi
L'asilo Girassol
Cajù (l'albero degli anacardi)
Giovani e borse di studio
L'impresa di Mepanhira
Linea diretta dal Burkina Faso
Prodes
Prodes: agosto 2004 ore 14.40
I viaggi di Prodes
Un mondo nuovo
Comida segura na rua
Coloriamo il bairro
Orti in Africa
I Centri Nutrizionali
L'asilo Polana Canisso
Formazione in Niger
I primi passi - Tambor
Centro Dia
Pulcini
Donne e sviluppo in Mozambico
Mozambicando: Donne in cammino
Giovani protagonisti in Mozambico
Come sostenerci
Bomboniere equo-solidali

La testata della Newsletter 2012

COSTRUIAMO IL FUTURO

di Stefano Bauducco (presidente di Sole Onlus)

Sotto il cielo cristallino di Etatara l'anno scorso ho conosciuto Futuro; in braccio alla mamma, piccolo per i suoi otto mesi, il viso che quasi scompare tra la capulana. Futuro è uno dei centocinquanta bambini denutriti che affollano il centro nutrizionale allestito settimanalmente da Suor Rebeca. Da quel momento il suo volto, la sua storia sono parte di me, ogni volta che sento la parola futuro vedo il suo visino e i suoi grandi occhi che mi interrogano. Cosa c'è di più bello che associare la parola Futuro ad un bambino e alla sua mamma che ha avuto il coraggio, in una terra piena di insidie e sofferenze, di donargli un nome così pieno di speranza! La parola Speranza in Africa si sente molto e si vede negli occhi delle persone ma da sola non basta se non si creano opportunità, occasioni e progetti. In un momento così difficile per tutti, abbiamo voluto unire in unica frase due speranze: “Costruiamo il Futuro”. Questo è il grido che ci arriva da Mamma Africa, dai progetti che SOLE segue da dieci anni, dai bambini che camminano per decine di chilometri per recarsi a scuola. Il 2012 che sta terminando è stato un grande anno per SOLE: abbiamo realizzato con il vostro aiuto il tetto, le cucine, le camerette dell'orfanotrofio di Mepanhira, un grande sogno si è concretizzato. Le donne del Burkina hanno portato a termine il ciclo di alfabetizzazione; sembra un' azione semplice, ma provate a immaginarle, sedute dietro ad un banco con in mano una penna per la prima volta nella loro vita! Abbiamo avuto come ospite a giugno Carlin Petrini che ci ha illuminato con la sua visione sul futuro. Questi sono solo alcuni dei progetti del cantiere SOLE. Ma è già tempo di di piccole borse di studio che rappresentano per molti l'unica possibilità per continuare a studiare per affermare un diritto che qui da noi si dà per scontato, acquisito: il diritto di “farsi una vita”. Come non dimenticare il Muteko, con il progetto dei viaggi di conoscenza, il laboratorio di sartoria, i bambini di "Coloriamo il bairro". 
Futuro in braccio a Suor RebecaA maggio sono tornato nel centro nutrizionale di Etatara e ho chiesto a Suor Rebeca notizie di Futuro. Mi aspettava una notizia terribile. Futuro non è riuscito a vivere. E' andato ad incrementare il tasso di mortalità infantile. Ricordiamocelo, dietro ai numeri ci sono milioni di Futuro, di bimbi a cui il futuro è stato negato. Gli occhi e il viso di Futuro rimangono impressi dentro di me, a ricordarmi che non bisogna mai abbassare la guardia davanti alla denutrizione.
Costruire il Futuro attraverso corsi di sensibilizzazione sulla denutrizione alle mamme dei villaggi sperduti, è la risposta che sta dando Suor Rebeca. Ma questo nostro costruire il futuro sarebbe vano senza l'immenso aiuto di tutti voi. Un sostegno economico, una parola di incoraggiamento sono segnali che ci fanno sperare per il futuro. Ricordiamo anche l'instancabile lavoro dei Missionari, dei laici e delle associazioni con cui collaboriamo. Per Costruire il Futuro occorre fare rete: Voi, SOLE, Missionari, Associazioni locali, tutti insieme. Ed infine due belle notizie: la grande famiglia di SOLE è stata allietata dalla nascita di due splendide bimbe. una nata a Maputo in Mozambico e Stella, figlia di Ileana e Paolo, due nostri soci, nata ad Asti. Anche per queste bimbe dobbiamo Costruire il Futuro. Auguriamo a tutti un Natale dedicato alla riscoperta delle piccole cose che scaldano il cuore e un anno pieno di speranze. Un altro mondo è possibile. Ora!

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COSTRUIRE IL FUTURO

di Francesco Vergnano (volontario di Sole Onlus)

L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti
che si possono utilizzare per cambiare il mondo”.
(Nelson Mandela)


“L’Associazione, ispirandosi ai principi di solidarietà sociale, si prefigge la promozione di attività di solidarietà con particolare riferimento al settore della promozione della cultura, istruzione, educazione permanente operando con progetti mirati che nascano dalla collaborazione e dal partenariato con le libere espressioni organizzative dei soggetti beneficiari in Italia e nei Paesi in cui l’associazione opera” (estratto dall’articolo 2 dello Statuto dell’Associazione SOLE).

 

Era il 4 di marzo 2003 quando venivano scritte queste ispirate parole. Sono passati quasi 10 anni da allora e si è trattato di dare un seguito tangibile a dei sacrosanti principi aiutando alcuni tra gli ultimi a “costruire il futuro”. Nelle nazioni progredite il diritto allo studio, all’istruzione, alla formazione è un fatto acclarato; in moltissima parte dell’Africa non è così. E dunque SOLE cerca di seguire e sostenere il percorso formativo dei suoi beneficiari dall’infanzia e sino all’università e poi oltre.
Nelle pagine che seguono vi offriamo un breve excursus delle principali attività portate avanti con impegno e passione in questi anni. In Mozambico con gli asili, l’orfanotrofio, il progetto borse di studio e lavoro, gli orti … e poi ancora in Burkina Faso (Il paese degli uomini integri) con il progetto di alfabetizzazione per le donne ma anche con il progetto Karina. Dal toccante racconto di Daniela, una nostra volontaria che ha trascorso un periodo presso la missione di Metoro, all’illustrazione dei progetti per i giovani; dall’infantario di Mepanhira sino alle donne di Garango.

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PENSIERI, PAROLE, RICORDI

di Daniela Leporiere (volontaria Sole Onlus)

Sono passati sette mesi dal mio ritorno dal Mozambico. A volte non capisco se quello che ho vissuto fosse un sogno o realtà. Ma poi chiudo gli occhi e lascio vagare i ricordi, ancora così vicini, così pieni di speranza e la musica inizia a suonare.
Non conosco bene questa Terra ma niente mi impaurisce, ascolto in silenzio la sua natura e sento che mi culla e mi protegge come una Madre con il proprio piccolo. Il suo calore mi avvolge, parte dal basso, dove i miei piedi nudi l’accarezzano per entrar poi dentro le viscere, senza chiedere il permesso; e poi se ne va come niente fosse ma dentro lascia orme incancellabili.
Sento la natura che parla e ti fa sentir viva…
I bambini dell'orfanotrofio di MepanhiraRicordo i viaggi fuori dal carro (automobile), mi piaceva sentire l’aria che entrava nei polmoni… A volte non riuscivo a respirare e non ho ancor ben capito se era per la velocità o per quello che i miei occhi vedevano… Un posto che ti lacera, ti riporta alla radicalità della vita: favelas sovraffollate, danze a ritmo di hip hop, baracche, bambini che giocano in strada.
Ho un flashback di una notte buia e piovosa e il vento accarezzava il mio viso. Solo i fari del carro illuminavano la strada. Proprio in quel momento di tensione per la profonda oscurità, la strada si illuminò di tante piccole lucciole in amore, talmente tante che il buio non creava più timore e il cuore si riempiva di una dolce magia per questa natura che lascia senza fiato.

Il villaggio di MetoroRicordo anche battiti di paura. Stavamo percorrendo la terra del mato (foresta) e in alcuni momenti credevamo di ribaltarci tanto brutta e piena di buche era la strada e tanto eravamo in bilico, ma quel carro, che ne ha viste tante, sapeva già come comportarsi.
Poi un giorno incontrai gli occhi di questa Terra…
Sguardi di bambini dolci e impauriti, di meninos di rua, (bimbi abbandonati che vivono per strada) di vecchi saggi, di donne festose al mercato, occhi silenziosi e curiosi… ma tutti alla ricerca di un contatto per condividere una semplice emozione. In un primo momento non comprendevo questo bisogno di “tatto” per noi occidentali, così freddi, segno di fastidiosa invadenza… Poi ho cercato di capire e soprattutto di ascoltare… L’uomo è fatto di energia; il continuo contatto è uno scambio di forza e di affetto per vivere insieme e cercare quel calore che nessuno né ha mai dato né ha mai insegnato.

Ad oggi non riesco a farne a meno, cerco il contatto ovunque e dovunque, mi sento ingorda ma devo toccare per sentire davvero. Anche le emozioni, che lì riuscivo a toccare con il cuore, qui devo accarezzarle per ascoltare il loro calore.
Ricordo a Metoro quella sveglia rosa che alle 6.00 in punto suonava e subito in piedi a far colazione, con Irmã Miriam che ad alta voce e con un sorriso enorme annunciava: Bom Dia a todo Mundo!… e fuori i bambini cantavano; si respirava aria di allegria. Non esiste risveglio migliore.
La mia mente si sofferma a quei cento metri che percorrevo per arrivare all’asilo Girassol, dove c’erano trenta bambini che cantavano aspettando
altri compagni. Gli adolescenti mettevano in ordine ed iniziavano a cucinare: cucinavano per più di cento bambini.
Così mi ritrovavo seduta a cantare, a battere le mani, a giocare con qualche bambino e nel trascorrere di mezz’ora eravamo tutti in cerchio a trovare il giusto ritmo della giornata.

La nostra volontaria Daniela con uno dei ragazzi di MetoroRicordo quel canto prima del pasto: un canto allegro e felice che ringraziava per quell’unico piatto della giornata, quel pasto che li avrebbe fatti diventare più forti… così almeno citava la canzone. I pensieri vagano anche a quei pomeriggio passati con i ragazzi più grandi. Trascorrevamo il tempo a parlare, ero circondata da menti curiose affamate di conoscenza. Passavamo ore a studiare inglese, matematica, informatica, geografia… ma passavamo anche giornate a giocare a pallone, a carte, a dama.
Sono normali adolescenti di circa quindici anni con tanta voglia di ridere e scherzare.
Ricordo il momento per me più complicato della giornata: la sera. Mi ritrovavo sola con i miei pensieri, la mia rabbia e le mie domande. Provavo rabbia per non aver fatto abbastanza... Mi chiedevo come fosse possibile che gli Stati, le Nazioni, il Mondo possano permettere che ci siano bambini, adulti, persone che vivono in questo stato!
Ricordo le parole dette da quei ragazzi… Erano gli ultimi giorni della mia presenza a Metoro e chiedevo loro scusa per non esser riuscita a fare di più, perché in quei luoghi quello che si fa non è mai abbastanza... Ma loro mi hanno riempito il cuore spiegandomi che io invece avevo fatto molto perché ho condiviso le loro difficoltà, le loro tristezze e le loro gioie senza timore di ferirmi… Ho lottato con loro durante quelle giornate e gli ho fatto comprendere che non sono soli.
Ragazze del Progetto CajùRicordo che il mio cuore si riempì di emozioni e il mio volto di lacrime perché alla fine di tutto noi tutti parliamo la stessa lingua, tutti noi abbiamo bisogno delle stesse cose e le nostre azioni valgono molto di più delle parole. Anche se siamo distanti e abbiamo culture e storia diverse, la musica che si ascolta, la musica della vita, è sempre la stessa!
Sono stata sedotta da questo Paese che vive tra il desiderio di salvezza e pace permanente.
Vivere a ritmo di musica. Un nuovo Mondo è possibile… Ora !

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L'ASILO GIRASSOL

Redazione

I bambini dell'asilo GirassolSotto un baobab con circa 30 bambini ed un maestro, nel 2004 è nato quello che poi è diventato un fiore all’occhiello di SOLE, l’Asilo Girassol.
Situato all’interno della missione di Metoro, nel nord del Paese, i primi semplici locali sono stati realizzati con il supporto dei genitori degli alunni. Nel 2006 si è iniziata la costruzione della struttura vera e propria e si sono acquisiti gli arredi dell’asilo. Successivamente sono stati costruiti due serbatoi per l’acqua piovana, realizzati nuovi giochi per l’esterno e forniti i fondi per la gestione ordinaria dell’asilo. Nel 2011 sono state sostenute I bambini dell'asilo Girassolspese per il rifacimento dei tetti. L’asilo è attualmente frequentato da oltre cento bambini dai tre ai sei anni. La responsabile dell'asilo, Suor Miriam, ha avuto una grande intuizione ed ha coinvolto nelle attività dell'asilo gli ex alunni, bambini e ragazzi di strada ottenendo il duplice risultato di potenziare l’animazione all'asilo e fornire, a questi ultimi, cure, assistenza e sostegno scolastico. Così è nato il progetto Cajù.
I costi si aggirano intorno ai settemila euro annui. Grazie ai sostegni a distanza si riesce a garantire la gestione ordinaria dell’asilo: stipendi ai maestri, cuoca e aiutanti, cibo, divise e materiale didattico e sanitario. E grazie ai fondi raccolti in occasione di un battesimo ora c’è anche un piccolo parco giochi con un campetto da pallone. I bambini sono super felici!

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CAJU' (l'albero degli anacardi)

Redazione

I ragazzi del progetto Cajù

A partire dal 2011 la responsabile dell'asilo Girassol di Metoro, Suor Miriam, opera per togliere bambini e giovani dalla strada e ha deciso di farlo non solo fornendogli un luogo sicuro dove andare, assistenza medica, cibo e sostegno scolastico, ma anche restituendo loro dignità, coinvolgendoli direttamente nelle attività dell'asilo Girassol, facendoli sentire utili ed importanti.
Il progetto Cajù (dal nome dell’albero sotto cui i giovani si riunivano le prime volte) ha il preciso obiettivo di accogliere ed accompagnare nel loro percorso di Il progetto Cajù si rivolge anche alle ragazzecrescita bambini e ragazzi dai 7 ai 18 anni. Ad oggi sono circa 30 i giovani coinvolti, seguiti direttamente da due educatori locali che, durante il periodo estivo, sono affiancati da giovani educatori italiani e portoghesi che seguono le attività ricreative e di rinforzo scolastico. Quest’anno si è iniziata la costruzione di una capanna per accogliere quattro bambini orfani e grazie ad una bomboniera solidale è stato possibile acquisire i serramenti, terminare il tetto ed acquistare gli arredi essenziali. Josè e Joaquim saranno i primi due ragazzi a frequentare una scuola professionale. Diventeranno elettricista e cuoco due professioni molto richieste in Mozambico. Questo progetto è sostenuto interamente da SOLE attraverso il sostegno a distanza, bomboniere solidali e altre iniziative.
Per raccontarti cosa significa il progetto Cajù per questi giovani abbiamo chiesto a loro stessi di raccontarlo. Ecco le loro parole e sensazioni:
“Bom dia! Mi chiamo Joaquim, ho 15 anni. Mi chiamo Isac, ho 17 anni. Mi chiamo Josè, ho 17 anni. Mi chiamo Rosa, ho 15 anni. Mi chiamo Agata, ho 10 anni......Noi siamo gli aiutanti dell'asilo Girassol di Metoro.
Ogni giorno coloriamo il mattino di tutti i bambini. Aiutiamo la cuoca a cucinare per circa centotrenta ragazzini. Con gli educatori rallegriamo la mattina con musica, canti, giochi, accompagniamo i bimbi nell’educazione, su come lavarsi le mani prima di mangiare, su quanto è importante stare insieme. Ricopriamo anche un po' il ruolo della famiglia, perché sono bambini di strada, un po' come noi, ma da quando abbiamo avuto la possibilità di frequentare l'asilo e la scuola, i nostri giorni si sono colorati con loro. Per noi è importante aiutare l'asilo Girassol, ci garantisce un pasto al giorno, ci permette di lavare i nostri vestiti, di utilizzare un po' d'acqua, quando c'è. Di pomeriggio andiamo a scuola assetati di sapere, perché sappiamo che diventando coscienti della realtà possiamo reagire, noi che abbiamo iniziato a leggere e scrivere da solo tre anni”.

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GIOVANI E BORSE DI STUDIO

Redazione

Nel nord ovest del Mozambico è situata la provincia di Cabo Delgado, la più povera del paese che presenta una diffusa situazione di arretratezza economica e sociale. Mancano completamente le infrastrutture e le esigenze formative sono totalmente disattese. La principale attività economica è l’agricoltura che è di tipo sussistenziale in quanto mancano i mezzi produttivi e le competenze gestionali. Negli ultimi anni sono stati scoperti grandi giacimenti naturali che potrebbero rappresentare una buona possibilità di lavoro ma mancano completamente tecnici locali formati. È necessario quindi promuovere lo sviluppo locale agendo sui giovani che rappresentano l’80% della popolazione. La speranza è riposta nei giovani Manuel, Lourenco, Pedro, Osvaldo…
Una ragazza segue un corso di falegnameriaHanno nomi e volti, hanno voglia e capacità di studiare ma molto spesso mancano i soldi per la divisa, per il
quaderno e per aiutare a mantenere la famiglia. Per questo motivo Padre Luiz, padre passionista brasiliano, ha ideato insieme ai ragazzi la borsa di studio lavoro. I ragazzi possono frequentare la scuola la mattina e al pomeriggio, a seconda dei turni e del tempo disponibile, possono imparare un lavoro: falegnameria, accudire l’orto di erbe medicinali, imparare a fare i rimedi naturali con cui curare le molte malattie o andare nei campi per il sostentamento della propria famiglia. Sono tanti i giovani che hanno fruito di questa borsa di studio e così hanno potuto terminare la sesta classe pari alla nostra scuola media. Alcuni vogliono proseguire gli studi ma sono costretti a recarsi lontano da Metoro, “abbandonando” la famiglia. Vogliamo dare loro una possibilità di continuare questo percorso di crescita perché il futuro è nelle loro mani. Tutti noi possiamo credere nei nostri fratelli è dare loro una possibilità di vita dignitosa e normale. E’ un diritto di ogni essere umano realizzarsi e progettare il futuro ma questo è possibile solo attraverso l’istruzione e la formazione.
Corso di informatica per i ragazzi di MetoroDal 2007 SOLE appoggia i missionari Passionisti e le Figlie di Gesù nel portare avanti un progetto di borse di studio e lavoro con i giovani del villaggio di Metoro. Il progetto è stato realizzato in partnership con il Comune di Collegno ed è stato coofinanziato, in tempi migliori, anche dalla Regione Piemonte. Ad oggi i costi, che si aggirano intorno ai seimila euro annui, sono sostenuti da SOLE. Nell’ultimo periodo sono state finanziate borse di studio per due giovani che frequentano la facoltà di Scienze dell’educazione presso l’università di Nampula; borse di studio e lavoro per giovani che frequentano la scuola media superiore o scuole professionali. Inoltre circa 50 ragazzi che studiano e vivono a Metoro ricevono piccoli aiuti per il materiale didattico e l’equipaggiamento scolastico.

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L'IMPRESA DI MEPANHIRA

Redazione

Moçambique nossa terra gloriosa…

Così recita l’inno nazionale del Mozambico e così è la sua gente: orgogliosa, aperta e fiera di appartenere a questo Paese meraviglioso ma tra i più poveri dell’Africa. Ed è proprio al Mozambico che SOLE dedica buona parte delle sue attività, attraverso incontri, mostre, laboratori batik, raccolte fondi con cene, banchetti e con la sua presenza diretta e volontaria. Uno dei progetti più impegnativi è certamente il sostegno all’orfanotrofio di Mepanhira, nella regione del Niassa, nel nord del Paese.
Mepanhira è un villaggio immerso nel verde ai piedi di una rigogliosa montagna che si raggiunge dopo chilometri e chilometri su quell’unica strada, ovviamente sterrata, che diventa impraticabile e quindi a rischio isolamento durante la stagione delle piogge.
Il paesaggio intorno è mozzafiato, le stelle notturne incalcolabili, la laboriosità e l’allegria delle persone sono incredibili se si pensa che la povertà, la malnutrizione, la mancanza di ospedali vicini rendono la vita estremamente dura e difficile, ai limiti della sopravvivenza.
Ma Mepanhira offre una speranza ai bambini: l’Infantario Teresa dall’Armi, un tentativo di risposta all’abbandono, alla morte per gravidanze precoci o a malattie qui incurabili.
Lavori di costruzione del tetto di MepanhiraUna struttura gestita dall’ordine mozambicano delle Suore dell’Immacolata Concezione che ospita circa trenta bambini dagli zero agli otto anni ed una ventina
di ragazzine dai dieci ai quindici anni che se ne prendono cura. I bambini sono tutti orfani di almeno un genitore o hanno una situazione famigliare disastrosa, per cui viene data loro la possibilità di trascorrere qui il tempo necessario per garantire una crescita sana, con la garanzia di tre pasti al giorno, acqua corrente e, per le ragazzine più grandi, la possibilità di andare a scuola.
Ma il sostegno non riguarda solo l’ordinario; qui si tratta di occuparsi della struttura, dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, di fornire letti e altre
suppellettili. E’ un costo gravoso: è una vera e propria impresa. Solo il rifacimento del vecchio tetto in lamiera di zinco e la sua sostituzione con una struttura in cemento armato che eviterà, come successo nel recentissimo passato, che venga divelto dalla forza distruttiva dei cicloni, la costruzione di una nuova cucina, il rifacimento dei bagni e la rimessa in ordine delle stanze, sono costati circa 40.000 euro ma i lavori sono conclusi.
Ci vorrà ancora qualche anno, un passo alla volta ma ce la faremo.
Sinora grazie al vostro aiuto, alle vostre specifiche donazioni a favore dell'orfanotrofio, al sostegno a distanza che molti di voi hanno e continuano ad assicurare, abbiamo raccolto circa 33.000 Euro. C'è ancora molto da realizzare e bisogna pensare naturalmente anche al mantenimento dei bambini e delle persone che con loro lavorano. Per reperire le risorse necessarie a tutto questo contiamo sulla vostra grande generosità. 

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LINEA DIRETTA DAL BURKINA FASO

di Dida Neirotti e Gianfranco Molinar Min Beciet (volontari di Sole Onlus)

Intervista a Bernadette Fatimata Monnè, Presidente ASVT Dollebou, il giorno 29 Ottobre 2012, alla conclusione del Salone del Gusto-Terra Madre 2012.
Bernadette Monnè è la Presidente di ASVT Dollebou (per il domani), un gruppo femminile di centocinquanta donne con sedi a Ouagadougou e Garangò in Burkina Faso.

Dal 2004 Bernadette partecipa a Terra Madre a Torino. Nel 2012 per la prima volta, visto che da questa edizione Terra Madre è parte integrante del Salone del Gusto, oltre al ruolo di delegata del Burkina Faso è anche espositrice dei suoi prodotti a base di burro di karitè. Questo ha voluto dire rapporti stretti con Slow Food e con SOLE Onlus per la gestione dell'esportazione dei prodotti, dotarsi di certificazioni chimico-batteriologiche dei prodotti in Burkina Faso ed in Italia e predisporre le confezioni dei prodotti secondo la normativa europea.
Madame Bernadette Monné a Terra Madre 2012Che impressioni hai sulla tua nuova presenza in Italia, visto che è la 5a volta che partecipi a Terra Madre?
E’ un’Italia diversa da quella della mia prima volta del 2004, meno felice, si percepisce la vostra crisi economica che vi auguro sia passeggera. La nostra crisi economica e sociale è purtroppo duratura e non accenna a migliorare. A Torino, coccolata da Dida e Gianfranco, sono stata benissimo, ma che fatica gli orari del Salone! Ho sentito profondamente tutta la grande solidarietà di SOLE Onlus e degli amici del Mozambico e mi auguro riusciremo a commercializzare il nostro ottimo burro di karitè anche a Maputo.
Qual è il tuo bilancio su Terra Madre 2012?
Per la prima volta a Terra Madre sono stata un’espositrice ed ho gestito, con i miei amici burkinabè del formaggio e dei prodotti a base di bao-bab, un grande stand. Certo che un afflusso di 220.000 persone è tanto. Peccato gli orari che mi hanno tolto il piacere di dialogare a fondo con i miei amici torinesi di SOLE. Il bilancio è positivissimo sia come possibilità incontrate per conoscere altre realtà simili alla mia, sia per la conoscenza di piccole imprese con cui creare una filiera diretta e continua per la vendita in Europa dei prodotti ASVT Dollebou e anche, grazie ai rapporti con Slow Food, per i 50 kg di burro puro e quasi mille i barattoli di creme vendute.
Madame Bernadette Monnè, corso di alfabetizzazioneChe ci dici dei corsi di formazione effettuati a Garangò dal 2010 al 2012?
Grazie ancora a SOLE Onlus per il primo corso di alfabetizzazione del 2010 che ci ha permesso di rivitalizzare questa importante necessità di crescita delle donne di ASVT Dollebou. Nel 2011 e 2012 abbiamo avuto la fortuna di avere due corsi per 60 donne con finanziamento da parte della Fondazione Rita Levi Montalcini di Roma. Ora i corsi sono finiti ed il 52 % delle donne ha superato l’esame del Ministero dell’ Istruzione ottenendo così
la possibilità, tramite ulteriori corsi che speriamo di fare nei prossimi anni di presentarsi all’esame per la licenza della scuola elementare.
Previsioni e desideri per il futuro?
Le cose più importanti per il nostro immediato futuro ancora chiamano in gioco la formazione e le necessità di incidere finalmente sulla commercializzazione dei nostri prodotti.
Per la formazione è assolutamente indispensabile continuare per permettere a 8-10 donne Dollebou di conseguire la licenza elementare, per fare questo è necessario avere ancora un supporto dalla Fondazione Rita Levi Montalcini. Chiediamo a SOLE Onlus di aiutarci in questo percorso.

Grazie alla generosità di SOLE Onlus attiveremo presto due borse di studio annuali relativamente all’informatica ed alla segreteria/contabilità: aspetti essenziali e fondamentali per consolidare la struttura di ASVT Dollebou per le necessarie azioni (rapidità e professionalità) connesse all’ autonoma gestione della commercializzazione con i paesi europei.
Cos‘è assolutamente indispensabile per la commercializzazione?
Grazie all’aiuto continuo di SOLE abbiamo raggiunto un ottimo livello qualitativo dei nostri prodotti ed abbiamo imparato come si devono utilizzare barattoli ed etichettature secondo la norma INCI in Europa. Ora bisogna fare un altro passo importante: dobbiamo trovare in Europa una impresa/cooperativa o simili che stipuli con ASVT Dollebou un accordo commerciale per l’acquisto duraturo della nostra materia prima (burro di karitè puro) per quantitativi elevati. Poi potremo anche aggiungervi creme e saponi che già facciamo con ottime ricette di nostra creazione. Questo è il passo essenziale per crearci autonomia e reddito e per migliorare ancora i nostri livelli qualitativi di produzione verso la certificazione biologica dei nostri prodotti.
Grazie ancora a tutti per questi giorni che hanno visto fatica si, ma tanta partecipazione, solidarietà ed allegria. Arrivederci a presto.
Continua…
Proprio in questi giorni è stato approvato un progetto presentato da SOLE Onlus alla Tavola Valdese e finanziato con i proventi dell’8 per 1000 per la prosecuzione dei lavori strutturali a Ouagadougou con la realizzazione di un punto vendita e magazzino dei prodotti e per la sede dell’Associazione ASVT Dollebou.
Questo permetterà alle donne dell’associazione di avere un punto di incontro e di valorizzare i loro prodotti con la conseguente creazione di reddito, migliorando così la loro qualità della vita.

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PRODES

Redazione

L'auto In queste pagine si parla spesso di PRODES. Il nome è l’acronimo de “PROgrama de DEsenvolvimento Social” (Programma di sviluppo sociale). E’ un’associazione creata da un gruppo di giovani artisti mozambicani. L’associazione dispone di un mezzo 4x4 e di un locale, il Muteko, diventato sede del primo Convivium Slow Food in Mozambico. Muteko è un luogo in cui le persone si ritrovano per divertirsi con gli amici, mangiando piatti mozambicani e italiani, ascoltando buona musica, facendo laboratori artistici. Da qualche tempo PRODES promuove viaggi di turismo sostenibile, organizzando tour nei parchi, anche in Sud Africa, interscambi culturali tra giovani mozambicani e stranieri e organizzando visite guidate nel quartiere, mostrando la realtà della comunità locale. I giovani soci fanno volontariato nel quartiere aiutando i bambini orfani con materiale e divise scolastiche, realizzando laboratori e offrendo un pasto ai più bisognosi.

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AGOSTO 2004 ORE 14.40

 

Tutto ebbe inizio nel 2004 quando Stefano e Paola mi telefonarono per incontrarmi all'aeroporto di Maputo. Gli erano piaciuti i miei batik che avevano visto a casa di un amica comune ed erano forse interessati ad acquistarne e così combinammo un incontro per le 14 e 30.
Arrivai all'aeroporto con il mio motorino e il tubo di batik, loro stavano aspettandomi. Non ci conoscevamo e fu un momento di grande emozione per me, perchè dopo la presentazione mi raccontarono il progetto dell'associazione SOLE. I miei batik venduti in Italia avrebbero contribuito alla costruzione dell'asilo Girassol a Metoro. Li comprarono tutti! Erano otto. Fu una grande vendita per me perchè con i prezzi normalmente praticati
da me, le persone me ne compravano due o tre.
Raccontai l' esperienza fatta nel 2003 in provincia di Venezia. Mi dissero di contattarli la prossima volta che fossi venuto in Italia.
Tramite una mia amica di Trento ho avuto un invito per un viaggio a fine 2004. Li contattai per il mio viaggio, furono molto contenti e mi diedero la disponibilità di ospitarmi per due settimane a casa loro. Arrivai in Italia nel mese di ottobre e dopo due settimane a Trento viaggiai per Grugliasco. Avevo 28 anni e per la prima volta nella mia vita incontrai il freddo con temperature sotto lo zero e la neve. E' stata un'esperienza indimenticabile!
Da quel momento la mia vita cambiò completamente. Un mondo nuovo si apriva, nuove esperienze, come la conoscenza dell'iniziativa Presetik. Era la seconda edizione, ho conosciuto molte persone che mi hanno accolto come un vecchio amico. Per la prima volta ho tenuto laboratori di batik con i bambini italiani che parlavano una lingua differente dalla mia, con abitudini differenti.
Al ritorno a casa la mia valigia era carica di storie ed esperienze che condivisi con i miei amici nelle serate a Maputo.
Nell'inverno del 2005 tornai in Italia invitato da SOLE e da altre associazioni; ero già pronto al freddo e partendo da casa misi nella valigia dei maglioni, tra lo stupore della mia famiglia. A Maputo c'erano 35 gradi! Fecero tante domande e per dare un'idea del freddo presi come esempio la temperatura del congelatore.
I viaggi in Italia divennero una tradizione: negli anni 2006, 2007, 2008, 2009, 2010 e anche quest'anno. Nel 2010 oltre a realizzare i laboratori di batik partecipai a Terra Madre come delegato del Mozambico. Il mio stupore è stato grande quando ho visto la partecipazione di cinquemila persone provenienti da tutto il mondo. I colori degli abiti tradizionali, le lingue parlate e la tonalità della pelle dal nero al bianco fu un grande spettacolo.
Ho imparato a parlare italiano ma, non so come, non ricordo di aver mai preso in mano un dizionario. Negli anni ho potuto conoscere meglio alcune caratteristiche degli italiani: quella che mi piace di più è la loro capacità di svolgere molti lavori con poche persone. Nel volontariato tutti sono coinvolti alla stessa maniera senza differenza di ruoli.
Queste esperienze mi hanno portato, al mio ritorno a Maputo, a coinvolgere i miei amici nella costituzione di Prodes: era il 2007. Le difficoltà furono tante ma il tempo e la grande volontà dimostrata da tutti portarono alla nascita dell'associazione.
Un'altra caratteristica degli italiani è la valorizzazione della gastronomia e dei loro prodotti. Durante i pranzi o le cene parlano spesso di cibo e vino, in particolare di quello che hanno mangiato i giorni precedenti.

Mi sono ricordato di una frase che diceva sempre mia mamma in Xangana: “Loko u tsovela bekissa mbeu uta bjala a nguva itaka i para inga honeki kelela a masimwine”, ossia “Quando raccogli i frutti del tuo campo tieni alcune sementi per l'anno successivo, per non rovinarle, interrale nella terra”. L'anno scorso mia mamma è morta e quest'anno mentre lavoravamo la sua terra abbiamo scoperto una bottiglia di grano, una di noccioline e una di acqua. Abbiamo piantato quei semi e con la stagione delle piogge stanno dando i frutti, una grande esperienza per me e per le nuove generazioni.
Alla fine di questo mio breve viaggio ho la certezza che solo così potremmo costruire un futuro migliore, rispettoso della natura e degli uomini.

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I VIAGGI DI PRODES

Redazione

Stella marina sulla spiaggia di Santa Carolina, InhassoroDa qualche anno amici e sostenitori ci stanno chiedendo di poter visitare i nostri progetti in Mozambico. Con il tempo, l'appoggio di SOLE e di diversi partner è stato possibile trasformare queste richieste in un progetto creato e gestito direttamente dall’Associazione mozambicana PRODES che oggi può proporre un viaggio di conoscenza che abbina gli aspetti turistici con la visita di progetti socialI. I viaggi che propone PRODES rappresentano, a nostro parere, la giusta combinazione tra conoscenza della cultura locale, delle bellezze naturali, storiche ed artistiche.
Di seguito il racconto di alcune persone che hanno vissuto questa bella esperienza.

 

Sono appena rientrata dalle vacanze con il cuore pieno di emozioni e sorrisi. Il Mozambico che piacevole scoperta!
Prima di partire non sapevo bene cosa aspettarmi; avevo già viaggiato in Africa e avevo paura che il Mozambico non fosse all'altezza delle aspettative...mi sembrava che le poche notizie reperite dall'Italia fossero molto sommarie, tutte rivolte ad un target di turismo di lusso... non mi convinceva. Poi fortunatamente, grazie a preziose informazioni di un ragazzo appena rientrato dopo un anno di missione in questa terra di Boa Gente, abbiamo conosciuto l'Associazione Prodes di Maputo e da lì è iniziato il nostro "viaggio di conoscenza".
Con gli amici di Prodes abbiamo avuto la fortuna di scoprire il Mozambico con le grandi risorse ancora incontaminate, il verde intenso di Mongue in contrasto con le strade di terra rossa, gli infiniti bananeti, le spiagge selvagge di Chizavane, le balene di Tofo, il mare cristallino di Santa Carolina, i leoni assonnati del Parco Gorongosa, l'atmosfera magica che solo una notte di luna piena a Ilha de Mozambique può regalare e poi… le donne avvolte nelle capulane coloratissime ai bordi delle strade che camminano, camminano sempre per andare chissà dove, con la testa carica di ogni cosa e poi i bambini con i loro sorrisi, con lo stupore negli occhi.
Ho nella testa tantissime fotografie indimenticabili.
Gloria Boaglio

Le bellezze naturali del MozambicoSiamo due socie di SOLE, questa estate abbiamo deciso di trascorrere le nostre ferie in Mozambico per conoscere più da vicino i progetti che come Associazione sosteniamo ma anche per visitare il Paese insieme ad altre persone: un gruppo di “turisti responsabili”, in tutto sei donne ed un uomo (alla faccia del cosiddetto “sesso debole”…).
Il gruppo si mostra sin da subito piuttosto vivace e desideroso di sperimentarsi in quest’esperienza, quasi per tutti nuova, anche se non manca qualche occasione d’ansia: “solo” sei persone su sette hanno paura di volare…cominciamo bene!
Silvia:
Finalmente siamo in Africa! Ad accoglierci c’è il nostro amico Mavale che, oltre ad essere un artista, è diventato anche un professionista del turismo responsabile. I ragazzi di Prodes ci mostrano i diversi volti della capitale Maputo: l’arte è presente ovunque, dai mosaici-murales alle sculture realizzate con le armi utilizzate durante la guerra civile, e si respira aria di rinascita ad ogni angolo. Il Muteko è uno di questi “angoli” magici, un fiore nel deserto all’interno del popolare quartiere Bairro do Aeroporto; bambini e ragazzi si divertono esibendosi in performance hip-hop, mentre noi ci rifocilliamo con gustosissimi piatti mozambicani. Quando vediamo le creazioni degli artisti dell’Associazione la shopping-mania ci invade, non rimane quasi più nulla!
Dopo alcuni giorni trascorsi tra mercati, progetti sociali, inviti presso famiglie del quartiere e safari, partiamo verso il nord seguendo la meravigliosa costa lambita dall’oceano Indiano.
Un incontro troppo ravvicinato con la barriera corallina ci costa una visita al più vicino centro di salute ed un giorno in più di sosta nel resort fronte mare della bellissima spiaggia di Inhassoro!
Patrizia:
Non vedevo l’ora di tornare in Africa: sensazioni, sapori, colori…terra di boa gente, di contraddizioni e sensazioni forti. Sapevo sarebbe stata un’esperienza faticosa, ma anche intensa, perché l’Africa è un luogo dove il tempo scorre lento e c’è sempre spazio per un sorriso o due parole. L’emozione più bella è l’arrivo a Metoro, dove sette anni fa non c’era nulla ed oggi sorge il fantastico asilo Girassol.
Ore, giorni di viaggio e strade non sempre facili ed è come tornare a casa. Ritrovo sguardi curiosi, cuori vicini, gente semplice ma generosa di materia e di sentimento. E i bambini, i giovani, affettuosi, allegri con nulla, affamati di attenzioni e conoscenza. Persone, volti, sguardi e poi… l’asilo. E’ deserto di domenica, ma sento i canti e percepisco la presenze dei bambini, la scuola e la ricreazione, ogni spazio adeguato. Ricordo i primi anni: le lezioni sotto il grande baobab, la struttura per la stagione delle piogge, piccola e angusta, d’emergenza…ma ora c’è tutto questo… e le lacrime che scendono spontanee, sono di gioia.
I nostri progetti in MozambicoL’ultima parte del viaggio, a cui partecipa solo una parte del gruppo, la dedico all’infantario di Mephanira, nel Niassa, territorio dimenticato e difficile. Gli occhi dei bambini di quel luogo, con un immenso bisogno di affetto e di attenzioni, ancora oggi mi investono e mi riportano alla profondità di emozioni vere, dove le parole sarebbero incomprensibili, ma il cuore parla un linguaggio comune ed universale.
Le giornate sono trascorse tra fatica, risate e canti sul furgone che macinava chilometri di polvere e paesaggi, un gruppo unito nella voglia di condivisione, aperto alla conoscenza ed anche agli imprevisti che un viaggio del genere comporta, ma pronto a trovare sempre una soluzione adeguata per tutti e con la sensibilità giusta per affrontare anche situazioni complesse e delicate. Siamo state veramente fortunate!
Ed al ritorno, ci siamo accorte che un pezzo di cuore è rimasto là, e ci siamo sentite divise tra due realtà a volte in contraddizione, un po’ come l’Africa.
Silvia Follador – Patrizia Gaudeni

Una coppia perfetta !!

Rosalba e Maria Rosaria sono due esperte viaggiatrici che possono dire di aver visitato quasi tutto il mondo! Avevano deciso di fare un viaggio in Mozambico per conoscere il paese e per andare a conoscere la ragazzina che stavano sostenendo a distanza.
Siamo rimasti impressionati dalla loro competenza e dal metodo che usano per selezionare l’operatore a cui si affideranno per viaggiare. Prima studiano un itinerario poi selezionano tramite internet e segnalazioni di amici una decina di operatori a cui scrivono per richiedere un preventivo. In base alle risposte fanno un ulteriore selezione e scrivono ai prescelti per approfondire alcuni aspetti. Infine scelgono! I soci di PRODES sono molto orgogliosi del fatto che la loro proposta sia stata valutata come la migliore e quindi scelta… e lo siamo anche noi di SOLE che tanto tempo e risorse abbiamo dedicato alla loro formazione!
Ecco cosa scrivono Rosalba e Maria Rosaria:

Il viaggio è andato più che bene e ne siamo rimaste entusiaste. Il giusto mix tra il sociale e il turistico ci ha permesso di conoscere un paese più reale e comprendere il grande lavoro svolto dai volontari e quanto sia difficile orientare gli aiuti affinché questo popolo meraviglioso possa camminare con le proprie gambe.

Splendido tramonto mozambicanoCi sentiamo di consigliare a tutte le famiglie adottanti la nostra emozionante e commovente esperienza di andare a conoscere il proprio affiliato. L'organizzazione di Mavale potrebbe senz'altro proporsi per organizzare questo tipo di viaggi. Noi scriveremo all’organizzazione con cui abbiamo il sostegno a distanza per rendicontarli della nostra esperienza a Beira e del Mozambico in generale e suggeriremo loro di consigliare ai loro sostenitori, che volessero conoscere i propri affiliati, di avvalersi del Muteko/Prodes per combinare il viaggio che dovrebbe includere la visita ad altre realtà sociali mozambicane prima di arrivare al villaggio dell'affiliato.
Leonessa, Gorongosa National ParkPer quanto riguarda Maputo, è stata molto interessante la visita del Bairro guidata da Guedas; ci ha dato l'idea delle difficili condizioni in cui è costretta a vivere la gran parte della popolazione in contrasto con il Bairro dove sono dislocate le ambasciate ed altri ricchi quartieri residenziali della città.
Un altro posto che ci è piaciuto molto è l'isola di Santa Caterina: emozionate fare snorkeling tra una miriade di coloratissimi pesci.
Il soggiorno alla missione di Mongue con la visita alla scuola ci ha entusiasmato; un'oasi di pace dove avremmo potuto stare anche più a lungo. Camera più che dignitosa con ottimo cibo.
Bellissimo a Chivazane con il bel Lodge sulle alte dune di fronte all'oceano dove abbiamo potuto soggiornare tutti assieme e preparare la cena a base di spaghetti con gamberi; tempo un pò piovoso ma molto affascinante. Bellissima la spiaggia di Tofo.
Granchio sulla spiaggia di Santa Carolina, InhassoroSiamo comunque consapevoli che non avremo trovato di meglio rivolgendoci anche alla più quotata agenzia di viaggio. Possiamo affermare di esserci trovate più che bene e non abbiamo nessuna riserva a consigliare la vostra organizzazione a quanti vogliano visitare il Mozambico. Muteko e Prodess meritano tutta la nostra stima e un futuro di successo; Mavale e Guedas sono persone affidabili con una grande carica umana di solidarietà per il bene del loro paese.
Un caloroso e particolare ringraziamento va a Mavale e Stefano (ndr il Presidente di SOLE onlus che si trovava in Mozambico durante il viaggio di Rosalba e Maria Rosaria e che ne ha approfittato per accompagnarle nel visitare i progetti dell’associazione) che in ogni circostanza ci sono stati sempre vicini con le loro premurose attenzioni; ci siamo sempre sentite sicure e protette.
Dare suggerimenti per il Muteko non è per noi facile. Per il momento l'unico suggerimento è quello di rivedere il sito internet per dare maggior risalto alle attività svolte (ndr PRODES ha iniziato a prestare maggiore attenzione agli aggiornamenti del loro sito www.muteko.com).
Rosalba e Maria Rosaria Montisci

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UN MONDO NUOVO

di Francesco Vergnano (volontario Sole Onlus)

Dopo quasi 10 anni di attività e di esperienze a volte difficili e faticose ma che sempre vale la pena di vivere, vogliamo offrirvi una breve sintesi di alcuni progetti che stiamo ad oggi seguendo anche in sinergia con le realtà locali e di quelli di quando eravamo … neonati: i primi passi che ci hanno fatto crescere.
Queste esperienze, attività e progetti richiedono una grande mole di lavoro da parte dei volontari di SOLE, dei simpatizzanti e dei partner, nonché l’impiego di risorse economiche che pazientemente e costantemente ci impegniamo a reperire.
Non potremmo però farcela senza il preziosissimo aiuto che ciascuno di voi ci ha voluto e ci vuole prestare: una parola, un sorriso, un po’ di tempo, un contributo economico sono i mezzi per arrivare a rendere migliore la vita degli altri. Per questo vi ringraziamo di vero cuore. Un mondo nuovo è possibile! Ora!

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COMIDA SEGURA NA RUA

Redazione

La signora Filomena, socia di ProdesCome in molte parti dell’Africa anche a Maputo, la capitale del Mozambico, si possono vedere delle donne che vendono cibo da loro cucinato a passanti, a venditori dei mercati o a semplici lavoratori in pausa pranzo. Questo avviene spesso in condizioni igieniche a dir poco, approssimative. Così Americo Mavale con i suoi amici dell’associazione PRODES e con l’aiuto e l’esperienza nel ramo di Stefano, presidente di SOLE, ha ideato il progetto Comida segura na rua (cibo sicuro per la strada). Sono coinvolte tre donne: Lucia, Filomena e… Filomena (sono in due con lo stesso nome); in segno di rispetto vengono chiamate mama. Lucia e una delle due Filomena hanno iniziato a lavorare al progetto a luglio 2011, 
’altra Filomena ha cominciato a settembre dello stesso anno. Lucia e Filomena ogni mattina si recano nella sede dell’associazione e con l’aiuto di Guedas iniziano a cucinare. Quando pronto si confeziona il cibo in contenitori monouso, li si mettono in una borsa termica e con la moto i piatti arrivano alla fiera dell’artigianato dove l’altra mama Filomena provvede a vendere.
Le poche centinaia di euro per acquistare un piccolo freezer, la cucina a gas, le borse termiche e gli altri necessari materiali, sono stati forniti da SOLE tramite l’aiuto dei sui sostenitori. Il ricavato di questa attività serve per pagare il salario alle tre mamas ma i due soci Guedas e Zonge e il Presidente Mavale prestano il loro aiuto su base volontaria e questo è un bell’esempio non solo per il Mozambico.

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COLORIAMO IL BAIRRO

Redazione

I bambini di Coloriamo il bairroC’è un quartiere popoloso a Maputo che si chiama Bairro do Aeroporto; ha una grande vocazione artistica: qui è nata l’arte dei Batik, qui è nato il progetto Coloriamo il bairro: un artista che incontra i bambini del quartiere e gli insegna a disegnare. In questo bairro molti bambini non hanno un luogo dove svolgere delle attività ricreative, dove possono avere la possibilità di disegnare, suonare e cantare, la possibilità di imparare, di far comunità. Questo piccolo progetto è interessante perché nasce dalla voglia di spendersi dei soci del Muteko per i propri bambini; è interessante perché vogliamo che i bambini con handicap stiano insieme agli altri bambini; è interessante perché crediamo che ogni bambino abbia il diritto di vivere un’infanzia dignitosa. L’intento non è quello di creare un progetto di assistenza ma quello di realizzare un esempio di lavoro sinergico tra SOLE, Muteko - Prodes e genitori dei bambini. Con una piccola spesa ci circa millecinquecento euro, SOLE sostiene il progetto per un anno mediante l’acquisto di colori, matite, carta e tele nonché un piccolo rimborso spese per l’insegnante; Muteko contribuisce fornendo ai bambini la colazione e la merenda. Guardo i bambini del bairro saltare e fare capriole su un pneumatico di un camion e ridere felici. La domanda che sempre mi pongo è: cosa possiamo fare perché almeno uno di loro possa avere una vita dignitosa?

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ORTI IN AFRICA

Redazione

In occasione di Terra Madre 2010 Slow Food ha lanciato una sfida: creare mille orti nelle scuole, nei villaggi, nelle periferie delle città africane ma non orti qualsiasi. Gli orti devono essere coltivati secondo tecniche sostenibili con varietà locali e secondo i principi della consociazione fra alberi da frutta, verdure ed erbe medicinali. Non sappiamo a chi fosse lanciata questa sfida ma SOLE nel suo piccolo l’ha raccolta e, con una spesa di poche centinaia di euro ha acquistato sementi, concime e strumenti di lavoro per la realizzazione di due orti a Maputo e a Metoro.
Uno dei ragazzi che lavorano nell'orto di MetoroL’orto comunitario di Hakumana, che in lingua xangana significa incontro, a Maputo è un centro diurno dove trovano ospitalità mamme con figli sieropositivi. Sono proprio queste mamme, aiutate da Suor Janete Paiva e da giovani volontari mozambicani a coltivare l’orto, Le donne lavorano anche in un laboratorio di taglio e cucito mentre i bambini più piccoli giocano e i più grandi frequentano corsi di reinserimento scolastico. L’orto, situato all’interno del centro, misura circa 1000 metri quadrati. Qui le donne consociano verdure con piante da frutta (come banane, mango, papaia) ed erbe medicinali. I semi sono locali e con il concime organico, ottenuto principalmente dagli scarti di produzione di un vicino burrificio, si mantiene la fertilità del suolo. Il raccolto è usato per la preparazione dei pasti del centro.
L’orto comunitario di Metoro. Il centro di salute di Metoro nasce per curare le persone con la medicina naturale usando erbe e piante autoctone. L'orto di Metoro è coltivato a mais su una superficie di circa 1500 metri quadrati, mentre la parte restante è dedicata al frutteto e al vivaio con piante di papaia, mango, guava, banane e altre varietà locali. Alcuni gruppi di donne dei villaggi vicini si procurano le piante al vivaio dell'orto di Metoro. La raccolta dell'acqua piovana permette
di irrigare anche nei mesi secchi. L'orto è coltivato da un gruppo di adolescenti che stanno seguendo dei corsi per reinserimento scolastico, con il sostegno di un educatore. La produzione in parte è venduta dalle donne sul mercato locale, in parte è acquistata dalla mensa del centro giovanile. Il progetto del centro di salute è nato sette anni fa grazie alla collaborazione tra SOLE, il Comune di Collegno e la Regione Piemonte. Grazie al progetto borse di studio ora un ragazzo di Metoro, Chabane, ha cominciato a frequentare l’università con l’obiettivo di specializzarsi in scienze agrarie.

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I CENTRI NUTRIZIONALI

Redazione

Per dare risposta ai gravi problemi alimentari presenti in buona parte dei territori rurali del Mozambico, dove il 20% dei bambini non arriva ai cinque anni di età, sono stati attivati all'interno della diocesi di Lichinga, cinque Centri Nutrizionali su iniziativa delle Suore della Immacolata Concezione che li gestiscono con l’aiuto di alcune giovani donne locali.
Gli ingredienti con cui si prepara lamultimisturaI Centri Nutrizionali sono luoghi in cui le mamme dei bambini malati o malnutriti ricevono, due o tre volte la settimana, un pasto denominato multimistura (a base di mais, arachidi, sesamo, fagioli, crusca di riso, manioca, gusci d'uovo, zucchero, olio e acqua) in grado di sfamare i bambini e anche le madri che li allattano. La scelta è stata quella di creare dei piccoli centri di distribuzione su un vasto territorio così da poter raggiungere più facilmente i bambini. In questo modo viene coinvolta anche la comunità locale che dà un valido apporto per la costruzione delle strutture e la loro manutenzione. Grazie anche a questo contributo oggi la multimistura viene distribuita a oltre duecento mamme e relativi bambini. Il progetto ha un costo che si aggira tra i cinque e seimila euro annui. I centri Nutrizionali vengono sostenuti con sostegni a distanza e bomboniere.

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L'ASILO POLANA CANISSO

Redazione

La mensa dell'asilo Polana Canissol sogno è diventato realtà, la costruzione è stata realizzata anche con l'aiuto di SOLE e le lezioni sono iniziate”. Così scriveva nell’ormai lontano 2007 Suor Nair Sassi, missionaria della Consolata.
In un quartiere povero come tanti altri di Maputo, capitale del Mozambico, è sorto, grazie anche all’aiuto di altri soggetti finanziatori, l’Asilo Polana Canisso. L’escolinha accoglie i bambini di età inferiore ai 6 anni, fornisce loro assistenza sanitaria, attività didattiche e ludiche, accompagnamento verso la scuola dell’obbligo anche attraverso l'insegnamento della lingua portoghese.
L’asilo è attualmente frequentato da circa novanta bambini dai tre ai sei anni, che nel corso della mattinata, svolgono regolari attività didattiche in base alla loro età, imparano il portoghese, ricevono la colazione e il pranzo. Nell’asilo lavorano tre insegnanti e due cuochi.

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FORMAZIONE IN NIGER

di Carlo Semita (volontario di Sole Onlus)

Ubicazione geografica del NigerNel 2010 e nel 2011 SOLE ha finanziato, attraverso donazioni volontarie, un progetto in una cittadina del Niger: Toukounous dove l’estrema indigenza e la lontananza da Niamey, la capitale, impediscono ai ragazzi usciti dalla
locale scuola elementare di proseguire gli studi. Inoltre le risorse da destinare alla scuola e ai materiali didattici sono esigue, gli insegnanti lamentano la mancanza di libri di testo e spesso i bambini non hanno neppure matite e quaderni. SOLE da sempre ha a cuore tutto ciò che riguarda l’educazione e la formazione in particolar Toukounous, una classe delle elementarimodo dei giovani; si è quindi provveduto a fornire la scuola di adeguato materiale didattico.
SOLE è stata inoltre partner del CISAO, (Centro Interdipartimentale di ricerca e collaborazione scientifica con i Paesi del Sahel e dell’Africa Occidentale dell’Università di Torino) in progetti
riguardanti il miglioramento delle produzioni animali in Niger sostenendo un progetto per la formazione professionale di addetti alla produzione e conservazione del foraggio ed alla manutenzione dei relativi impianti, soprattutto per garantire, attraverso una corretta Foraggio per animaliconservazione del fieno, un’adeguata alimentazione del bestiame in particolar modo durante la stagione secca.

 

 

 

 

 

 

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I PRIMI PASSI - TAMBOR

di Stefano Bauducco (presidente Sole Onlus)

Giovani al TamborTambor che in italiano significa tamburo, è un sogno realizzato: Trecento persone, in rappresentanza di altrettanti comunità e villaggi, si sono incontrate dal 18 al 24 luglio 2004 a Pemba, nel nord del Mozambico. La stragrande maggioranza delle persone in Mozambico ignora i propri diritti perché vive in sperduti villaggi senza nessun tipo di contatto con il resto del paese. Il Tambor ha accolto partecipanti di diverse religioni, alla ricerca dell’unità e del dialogo tra gli uomini e le donne che si impegnano nella lotta per la giustizia e la solidarietà. Ognuna delle comunità ha mandato un proprio rappresentante che ha imparato a conoscere le leggi, i propri diritti e doveri diventando così il punto di riferimento per la propria comunità. I temi trattati sono stati: diritto della donna, bambini, carcerati e malati. Il Tambor è stato uno dei primi progetti
realizzati e finanziati da SOLE attraverso i suoi sostenitori.
Gennaio del 2004, nevica fitto, il telefono di casa squilla. E’ Padre Luiz da Metoro, ci racconta con passione l’idea che ha. Realizzare un incontro per trecento persone rappresentative di tutta la società con l’intervento di ministri, giudici, scrittori e giornalisti. Realizzarlo a Pemba. Incredibile! Si sarebbe chiamato Tambor e il tema erano i Diritti. Qualcosa di rivoluzionario! Il problema era trovare i fondi per realizzarlo. Aveva presentato il progetto a molte organizzazioni senza ottenere risposta. Parlare di diritti è molto difficile in Mozambico. Seguendo questo sogno SOLE ha dato la propria disponibilità.
Agosto 2004, la sala dell’Università gremita di persone, dopo l’inno nazionale si apre ufficialmente il Tambor. L’emozione è tanta quando mi invitano sul palco per raccontare di SOLE e il senso di appoggiare l’evento. Vedere i giovani volontari lavorare intensamente per tutta la settimana, contadini che raccontano la loro vita di diritti negati, i discorsi pomposi dei ministri… E’ stata un’esperienza toccante. Penso che sia stato uno dei progetti migliori di SOLE. Ancora quest’estate a Pemba mi si è avvicinato un uomo per salutarmi, era uno dei ragazzi del Tambor. A volte i nostri occhi si lasciano affascinare dalle costruzioni ma esse sono vane se non si formano le persone che le renderanno vive. Costruiamo il Futuro!

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CENTRO DIA - Progetto Batik, Progetto Artigianato e commercio equo

Redazione

Batik del Centro DiaL’antica arte dei batik, largamente diffusa in Africa, rappresenta la cultura e i sentimenti delle popolazioni africane. I disegni stilizzati e gli splendidi colori evidenziano le capacità di mani povere e abili. SOLE sostiene direttamente un Centro di formazione a Maputo, con l’obiettivo di tramandare questa antica arte dando una possibilità concreta di lavoro ai giovani allievi. Il progetto continua ancora ci sono attualmente ottanta allievi e il costo ammonta a cinquemilacinquecento euro per il materiale didattico e il pagamento dell’insegnante.

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PULCINI

Redazione

Progetto allevamento pulciniLe suore dell'Immacolata sono una piccola comunità religiosa mozambicana che opera in tre diocesi: Lichinga e Nampula (nel nord del paese) e Maputo (la capitale, a sud del paese). Intendevano realizzare a Maputo una microazienda per l'allevamento di pulcini. In Mozambico sono usate largamente le carni avicole che sono il simbolo della festa. L'allevamento e la vendita sono quindi attività di sicuro profitto. Il denaro guadagnato le avrebbe aiutate a portare avanti le loro opere sociali. Grazie alle iniziative svolte, all'appoggio di molti amici e ai duemila euro raccolti è stato possibile dare avvio a due piccoli allevamenti.

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DONNE E SVILUPPO IN MOZAMBICO

Redazione

L'attività nel mulino di MetoroAl fine di rendere le donne protagoniste del loro sviluppo, scommettendo sulle loro capacità, sulla loro volontà e forza di carattere e per incidere in modo determinante sull'ambiente famigliare e sulla società in cui vivono, SOLE dal 2005 al 2011, in collaborazione con Enti pubblici e Associazioni private, ha partecipato alla realizzazione di progetti di cooperazione decentrata.
Il primo è stato “Donne e sviluppo”. Si tratta di un progetto realizzato con le donne del distretto di Ancuabe, finalizzato all’organizzazione di un'attività economica consistente nella costruzione di un mulino per la macinazione meccanica dei cereali. Il progetto, molto articolato, ha avuto un costo di circa ventiduemila L'attività nel mulino di Metoroeuro per la costruzione di un edificio, all’interno del quale è poi stato installato il mulino.
Altri costi sono stati relativi all’acquisto del gasolio, dei sacchi per il prodotto macinato, dei materiali di ricambio. Si è poi provveduto alla necessaria formazione per gli operatori, per rendere autonoma l’attività di produzione del mulino.

 

 

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MOZAMBICANDO: DONNE IN CAMMINO

Redazione

Le donne del distretto di AncuabeIn Mozambico la donna è il centro della comunità, il motore economico del villaggio. Attorno a lei ruotano tutte le attività del villaggio: si prende cura dei figli, dell’approvvigionamento dell’acqua e sostiene economicamente la famiglia attraverso la coltivazione di piccoli orti e di piccole attività economiche. Promuovendo l’utilizzo delle competenze acquisite grazie al precedente progetto “Donne e sviluppo in Mozambico”, “Mozambicando, donne in cammino” nasce quindi nel segno della continuità. Oggi sono le stesse donne a proporre una serie di microprogetti capaci di migliorare la qualità della loro vita. I principali sono i seguenti: potenziamento dell’orticolura, realizzazione di un vivaio per piante da frutta e medicinali; realizzazione di piccoli commerci per garantire la distribuzione del surplus prodotto e generare un piccolo reddito, organizzazione di corsi di medicina naturale, realizzazione di dispense con immagini per favorire la diffusione delle conoscenze; realizzazione di microallevamenti e di piccoli progetti di artigianato locale.

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GIOVANI PROTAGONISTI IN MOZAMBICO

Redazione

Un ragazzo del centro di MetoroIl progetto rappresenta la continuazione dei precedenti progetti “Donne e Sviluppo in Mozambico” e “MOZAMBICANDO, donne in cammino” realizzati negli anni 2005 e 2006. Con questo nuovo progetto si è inteso intervenire per favorire un’altra categoria in cui le differenze di genere sono assai marcate, quella dei giovani di cui è composta l’80% della popolazione mozambicana. Per la sua realizzazione è stata avviata nel 2007 un rapporto di collaborazione tra il Centro di Formazione di Metoro (CFM), la “Direzione Provinciale della Gioventù e dello Sport” del governo della provincia di Cabo Delgado, Enti pubblici e istituzioni private italiane. Il progetto si è focalizzato in particolare sulle aree della formazione, dell’aggregazione giovanile e del lavoro per arginare la stridente differenza di genere tra uomini e donne. Nell’area di Metoro si sono valorizzate le potenzialità dei giovani con particolare attenzione a creare pari opportunità per le ragazze. Si è proceduto alla realizzazione di un’area sportiva e di un centro di incontro, con un occhio di riguardo alle tecnologie innovative (laboratorio informatico), in cui si realizzano attività ludico culturali volte alla socialità e alla promozione delle capacità lavorative.

Inaugurazione del Centro Giovani di Metoro

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Bomboniere equo-solidali

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